I rendimenti del mese di agosto 2018
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25
Set
2018

I rendimenti del mese di agosto 2018

Agosto, mese di relax…anche per i mercati finanziari, che tirano il fiato rispetto alla normale intensità. Resta sotto osservazione il debito italiano, in stretta relazione con le scelte del Governo in tema di bilancio. Uno scenario complesso, rispetto al quale vi proponiamo l’interpretazione di Eurizon Capital, dal 2013 gestore del comparto Dinamico.


Nel “piatto” scenario agostano europeo, un solo tema fa eccezione: il debito italiano.

Le vicissitudini politiche del nostro paese sono oggetto di particolare attenzione da parte degli investitori, specialmente quelli internazionali: si ascoltano le dichiarazioni del Governo, cercando di valutare gli impatti della manovra di fine anno sui conti pubblici.

L’abbondanza di notizie, talvolta contrastanti ha avuto un duplice effetto negativo: da un lato lo spread è salito in maniera non dissimile a quanto avvenuto negli ultimi giorni di maggio, penalizzando gli investimenti obbligazionari; dall’altro anche il mercato azionario, fortemente correlato alla dinamica dei titoli di stato, ha subito una flessione dei prezzi.



Alla complessiva “bonaccia” finanziaria registrata in Europa si è contrapposta, nel mese appena trascorso, la crescita dei mercati azionari d’oltreoceano, in un trend che sembra non risentire delle tensioni commerciali USA – Cina, nonostante la rilevante risonanza mediatica del tema.

Per approfondire il quadro vi proponiamo l’analisi di Filippo Guerzoni (v. foto), Economist & Strategist di Eurizon Capital, che rappresenta chiaramente il contesto azionario.


Forte la borsa USA, che è riuscita a segnare nuovi massimi; nulla di fatto invece per le borse europee e per quelle emergenti che non sono andate oltre un movimento laterale”.

Il gestore del comparto Dinamico, scende più a fondo nell’analisi dei mercati obbligazionari: “tassi a lunga scadenza di USA e Germania in leggero calo rispetto ai livelli di inizio agosto, ma sempre all’interno dei livelli medi dell’anno: sotto il 3% il 10 anni USA, sotto lo 0,5% il tedesco. Alcuni mercati sono stati sotto forte pressione: è il caso delle valute e delle obbligazioni dei paesi emergenti, con Turchia e Argentina segnalatesi in negativo; è stato il caso dei titoli governativi italiani, con lo spread a 10 anni risalito a sfiorare i 300 basis point.

Uno nodo da sciogliere riguarda la legge di bilancio dell’Italia per il 2019, lo spread sui titoli a 10 anni indica un livello di scetticismo degli investitori già alto. Un certo sforamento degli obiettivi di finanza pubblica è dato per scontato e, se non sarà particolarmente ampio, lo spread potrebbe rientrare rapidamente.

Difficilmente però i mercati giocheranno d’anticipo prima di vedere i numeri nero su bianco.”


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Nello scenario incerto emerge, ancora una volta, l’efficace strategia difensiva di Solidarietà Veneto:

Dinamico



Quinto mese consecutivo con il segno “+” per il comparto dedicato ai più giovani. Con lo +0,11% di agosto si allontanano ancora i “minimi” di marzo, tanto che la performance da inizio anno (+1,48%; benchmark netto +2,16%) spicca rispetto a quelle dei competitor. A dieci anni dal crack Lehman Brothers e dalla successiva crisi finanziaria, il comparto ha maturato un risultato marcatamente positivo, forse non preventivabile 10 anni fa: + 70% (rendimento medio annuo netto: + 5,50% circa). Una performance naturalmente molto apprezzata, specialmente per i giovani neoiscritti di allora che, in modo lungimirante e in ragione del lungo orizzonte temporale, scelsero la via della volatilità per avere in cambio un’aspettativa di rendimento più elevata. Oggi possiamo dire che la scelta ha superato i migliori auspici.

Reddito



Lieve flessione per il comparto “centrale” del Fondo (-0,25% ad agosto), che sconta l’andamento negativo delle “azioni Italia” (mediamente pari al 4% delle risorse in gestione). Il risultato da inizio anno rimane peraltro positivo (+0,48%; benchmark netto +0,80%): emerge, in questo senso, il carattere “difensivo” del comparto che, anche in un anno complicato come questo, riesce a mantenere una performance positiva, mentre magari altri più aggressivi competitor stanno soffrendo.

Prudente



La diversificazione porta valore, soprattutto in periodo di forte volatilità; questo mese a trarne beneficio è stato soprattutto il Prudente, che non ha sofferto in modo particolare dell’aumento degli spread italiani, anche grazie ad un portafoglio obbligazionario particolarmente differenziato tra tutti i paesi della zona euro. Agosto si chiude con un +0,12%, che consolida la performance da inizio anno a +0,68% (benchmark +0,97%). Il Prudente negli ultimi dieci anni si è distinto per la costanza dei risultati positivi (non ha mai registrato un anno con il segno “-“), che ha permesso una rivalutazione netta annua mediamente pari a circa il 3,00%.

Garantito Tfr



Il nuovo allargamento degli spread sui titoli di stato italiani, dopo quello di maggio, pesa sul risultato del mese (-1,12%), ampliando la performance negativa dell’anno a -2,32% (benchmark -0,55%). Sappiamo che la presenza della garanzia di rendimento (pari alla rivalutazione del TFR) neutralizza questa situazione, altrimenti pesante, e ciò costituisce un notevole punto di forza del comparto. Non è l’unico: interessante infatti andare ad estendere l’analisi al decennio passato, un periodo nel quale il rendimento del comparto (2,30% netto annuo), nonostante l’andamento dell’ultimo anno, ha complessivamente superato la rivalutazione del TFR lasciato in azienda o all’INPS (2,04%). Gli associati più avversi al rischio, che hanno scelto questo comparto negli anni passati, hanno visto soddisfatte le proprie aspettative: negli anni è infatti maturato un rendimento superiore alle attese; una “scorta” che torna utile in queste situazioni di mercato e si affianca alla garanzia di rendimento.


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